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Se foste interessati all'acquisto di una strumentazione di questo tipo (o anche solo per informazioni precise o per avere un'idea di costi) contattatemi: davide.borghi@omnialab.com

La centralina meteorologica

Quella usata per i rilevamenti in questo sito è una Oregon Scientific WMR 918, non è sicuramente un oggetto professionale ma è completa, pratica (è senza fili) e adatta alle modeste esigenze di un semplice appassionato.
E' anche interfacciabile col PC e questo permette numerose applicazioni.

Intenzione di queste righe è illustrare, a chi può interessare, tutte le caratteristiche, note costruttive, consigli e quant’altro che io, prima di acquistare questa graziosa centralina meteorologica, ho invano cercato su internet. Spero in questo modo di poter dare una mano o sciogliere alcuni dubbi a chi sta pensando all’acquisto oppure è semplicemente curioso.



ACQUISTO

Ho comprato la centralina a fine gennaio 2001.
Ho effettuato la ricerca di questo articolo solamente sulla rete, non mi sono rivolto a nessun rivenditore o negozio specializzato. Le offerte più allettanti, almeno all’inizio, le ho trovate su siti americani (www.weatherconnect.com, www.valcoelectronics.com) poi ho trovato lo stesso articolo su www.flashmall.it ad una cifra molto simile a quella che avrei speso per far importare la centralina dagli states (spese di spedizione e tasse varie incluse). Cercando ancora, quasi per caso, ho trovato un negozio di Pesaro – www.eyesonline.it - che vende l’Oregon scientific WMR 918 a 969.000 lire, Iva e spedizione UPS comprese, contro il milione e duecentomila lire di flashmall; è da poco presente anche sul listino di CHL (www.chl.it).
Probabilmente esiste chi la vende a meno ancora, ma presso questo negozio di Pesaro ho trovato un servizio davvero efficiente: disponibilità, professionalità ed una estrema velocità nella risposta alle mie mail per informazioni ulteriori sul prodotto; tutto questo e, ammettiamolo, la voglia di entrare in possesso di questo bel “giochino” nuovo, mi hanno fatto decidere per eyesonline.

 


LA CONSOLE

Nella confezione della WMR 918 troviamo l’unità centrale (con relativo alimentatore), baro-termo-igrometro interno, termoigrometro esterno, anemometro, pluviometro e tutte le batterie necessarie.
L’unità centrale si presenta ben costruita, di un colore grigio antracite molto “tecnico” e, essendo touch-screen, è praticamente un unico grande display che, nonostante contenga molti dati, risulta comunque ben organizzato e leggibile. L’unica nota che mi sento di evidenziare – ma è proprio una finezza – è il “beep” che viene emesso ad ogni contatto col display e che, a mio parere, risulta sin troppo penetrante, quasi fastidioso.

Può essere appoggiata su di un piano e, grazie a due piedini che la tengono leggermente inclinata, risulta sempre ben leggibile; oppure, mantenendo i piedini ripiegati, può essere appesa al muro.
La presa per l’alimentazione e la porta seriale sono sulla parte alta: questo risulta pratico se l’unità è orizzontale, ma se viene appesa il risultato estetico lascia un po’ a desiderare (i cavi devono fare il giro per andare poi verso il basso…). Carina l’antenna, posta sul lato destro ed orientabile su 360 gradi.
Le funzioni (memorie, allarmi, regolazioni di ora, data e unità di misura) sono semplici e veloci: come in tutte le cose occorre solo prenderci un po’ di confidenza.

 


I SENSORI

Come sicuramente saprete la WMR 918 è una centralina meteo wireless: la trasmissione dei dati rilevati dai vari sensori all’unità centrale avviene via radio. Io ho montato tutti i sensori sul tetto e l’unità centrale è nel seminterrato; tra tetto e seminterrato ci tre piani portanti in cemento più il tetto e il segnale arriva senza nessun problema.
Al contrario di quanto si può intuire dalle immagini del sito Oregon ed in altri siti, il cavo che collega l’unità di rilevamento (anemometro, ecc) alla relativa “scatolina” con batterie, celle solari e trasmettitore radio, non è lungo solamente 30 cm, ma sarà come minimo 2 metri: un buon vantaggio per condizioni di installazione particolari.
I tre trasmettitori esterni sono tutti uguali e al loro interno contengono un pacco batterie ricaricabile come alimentazione principale assieme alle celle solari, e due stilo alcaline come alimentazione di riserva.

 


Anemometro

Viene fornito da assemblare: è un’operazione molto semplice, occorre solamente, muniti di cacciavite, fissare il rilevatore della velocità e l’indicatore della direzione ai relativi potenziometri. Particolare attenzione va prestata nel fissaggio dell’indicatore di direzione il quale, affinché la direzione rilevata sia corretta, deve essere allineato con una piccola tacca presente sul relativo perno.

 Ho avuto solamente un problema con l’installazione dell’anemometro: tra i due supporti della base dell’asta da fissare al palo c’è una placchetta avvitata che contiene una piccola scheda elettronica, dalla quale parte il cavetto che va al trasmettitore: senza accorgermene avevo strinto la placchetta stessa sul palo e il trasmettitore non riceveva più nessun segnale da trasmettere all’unità centrale, ho risolto inserendo degli spessori fra i supporti della base dell’asta e il palo. Attenzione quindi: io ho rischiato di compromettere definitivamente l’elettronica dell’anemometro! Comunque mi è andata bene…

 


Termoigrometro

Si tratta semplicemente di un bulbetto fornito assieme al relativo supporto con due fori, da avvitare quindi ad una superficie verticale (in modo che il bulbo stesso rimanga verticale). 

Nella foto qui a destra il sensore di temperatura e umidità è sui tetti assieme a tutto il resto: in realtà l'ho spostato perché, essendo io sprovvisto di un adeguato schermo solare, i valori della temperatura erano fortemente influenzati appunto dalla radiazione solare.
Il sensore si trova adesso in una zona
in cui non riceve luce solare diretta.

 


Pluviometro

Anche questo mi è sembrato abbastanza ben costruito, sempre tenendo conto del tipo di utenza per cui è pensata questa stazione meteo. Per l’installazione occorre togliere il coperchio e rimuovere il nastro adesivo che tiene fermo il bilanciere per il calcolo del volume d’acqua. Rimontato il coperchio anche il pluviometro è pronto per essere fissato ad una superficie il più a livello possibile per mezzo di quattro viti (fornite assieme alle staffe di supporto per tutti gli altri sensori e trasmettitori escluso il bulbo termoigrometrico che, come detto, viene fissato in modo diverso).


 

Baro-termo-igrometro (interno)

È un sensore provvisto di display, alimentato da quattro mini stilo. Sul display vengono visualizzati i valori di temperature, umidità e pressione, in più troviamo l’ideogramma che indica la tendenza dell’evoluzione meteorologica. Compatto e poco ingombrante.